L’invenzione industriale è una soluzione nuova ed originale di un problema tecnico, idonea ad essere realizzata nel campo industriale. Essa può riguardare o un prodotto o un procedimento per produrre un bene.

Le domande di brevetto per invenzione industriale valgono per 20 anni dalla data del deposito della domanda, non rinnovabili. Dalla stessa data la domanda è sottoposta per legge ad un periodo di segretezza di 18 mesi.

Le invenzioni poi possono essere di prodotto e di procedimento. Quanto a quelle di prodotto sono quelle che hanno ad oggetto un prodotto materiale, quale uno strumento, una macchina, un composto chimico. Quelle di procedimento consistono in un'idea non materiale, quale ad esempio, una tecnica di produzione di beni o di realizzazione di un servizio già noto. Ci possono essere invenzioni di procedimento e prodotto derivato. Altra categoria è quella delle invenzioni derivate o derivative. Sono derivazioni da una precedente invenzione. Possono essere di perfezionamento, di combinazione e di traslazione. L'invenzione di perfezionamento è quella che offre una soluzione, in forme diverse e con un migliore rendimento, ad un problema tecnico già risolto da una precedente invenzione. Quella di combinazione è quella che realizza un risultato nuovo ed originale tramite il coordinamento nuovo ed originale di elementi e mezzi già conosciuti. L'invenzione di traslazione è quella che applica ad un settore diverso un'invenzione nota in altro settore, trovandone un risultato nuovo e originale. Poi le invenzioni dipendenti sono quelle in cui l'attuazione di un'invenzione richieda l'uso di un prodotto o di un procedimento coperto da un brevetto anteriore.

Requisiti del brevetto

Il brevetto deve essere nuovo poiché non deve essere compreso nello stato della tecnica. Lo stato della tecnica è tutto ciò che è accessibile al pubblico, in Italia o all’estero, prima della data in cui la domanda di brevetto sia stata depositata. La scoperta o l’invenzione inoltre non deve risultare già conosciuta ad una persona esperta del ramo. Esso deve essere frutto di attività creativa e non deve derivare dalla semplice applicazione di principi conosciuti e diffusi. La scoperta o l’invenzione deve poter essere fabbricata e utilizzata in qualsiasi campo industriale. Infine, non deve essere contraria all’ordine pubblico ed al buon costume.

Cosa non si può brevettare.

Non sono brevettabili le scoperte, le teorie scientifiche ed i metodi matematici, i procedimenti per il trattamento chirurgico, per il trattamento di cura del corpo umano ed i metodi che servano a diagnosticare malattie degli uomini e degli animali. Non sono brevettabili i metodi per svolgere attività intellettuali, i metodi per svolgere dei giochi o i metodi per svolgere attività commerciali. Non sono brevettabili i programmi per elaboratore (software). Ancora non sono brevettabili i procedimenti biologici per l’ottenimento delle razze animali.

Cessione

L’ordinamento italiano prevede la libera cedibilità dei diritti di proprietà sulle invenzioni, per atto tra vivi o per causa di morte, a titolo oneroso o gratuito. Con la cessione il titolare del brevetto si spoglia definitivamente dello stesso in favore di altro soggetto. Tale procedura si attua con un contratto di vendita, di permuta, di donazione o di conferimento in società; non è obbligatoria la forma scritta, ma l’effettuazione di una trascrizione permette di rendere opponibile a terzi l’avvenuto trasferimento di proprietà.

Licenza

Con il contratto di licenza, il titolare del brevetto aliena a terzi il diritto di utilizzare l’invenzione brevettata, concedendo una licenza esclusiva, ossia obbligandosi a non concedere ad altri l’utilizzo del medesimo brevetto. In seguito a tale offerta il titolare ha diritto ad una riduzione nel pagamento delle tasse annuali pari al 50%.

Licenza obbligatoria

In base alla Legge 26 febbraio 1968 n. 649 si stabilisce che (art. l): “Trascorsi tre anni dalla data di rilascio del brevetto, o 4 anni dalla data di deposito della domanda se questo termine scade successivamente al precedente, qualora il titolare del brevetto o il suo avente causa, direttamente o a mezzo di uno o più licenziatari, non abbia attuato nel territorio dello Stato l'invenzione brevettata, o l'abbia attuata in misura tale da risultare in grave sproporzione con i bisogni del Paese, può essere concessa licenza obbligatoria per l'uso non esclusivo dell'invenzione medesima, a favore di ogni interessato che ne faccia richiesta". L'interessato deve comunque dimostrare di essersi rivolto preventivamente al titolare del brevetto, ma di non aver ottenuto una licenza contrattuale ad eque condizioni.

Preuso

In base all'art. 5 del D.P.R. 22 giugno 1979 n.338, si stabilisce che: "Chiunque, nel corso dei dodici mesi anteriori alla data di deposito della domanda di brevetto (o alla data di priorità), abbia fatto uso nella propria azienda dell'invenzione può continuare ad usarne nei limiti del preuso. Tale facoltà è trasferibile soltanto insieme all'azienda in cui l'invenzione viene utilizzata. La prova del preuso e della sua estensione è a carico del preutente".

Certificato di protezione complementare (solo per medicinali e fitosanitari)

Il certificato di protezione complementare è un titolo in forza del quale si prolunga la durata del diritto di esclusiva derivante dal brevetto limitatamente al prodotto medicinale ottenuto dal brevetto, al fine di far recuperare il tempo intercorso tra la data della domanda di brevetto e l'autorizzazione all'immissione in commercio del prodotto. Esso ha una validità, decorrente dal termine di scadenza del brevetto, pari al periodo compreso tra la data della domanda di brevetto e l'autorizzazione all'immissione in commercio del prodotto, detratti 5 anni; non può comunque avere durata superiore a 5 anni. Le relative istanze devono essere inviate all'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi entro e non oltre sei mesi dalla data del primo decreto di autorizzazione all'immissione in commercio o, qualora questo risalga ad una data antecedente la concessione del brevetto, entro e non oltre sei mesi dalla concessione. All'istanza devono essere allegate:

  • copia del brevetto, con la dichiarazione del richiedente che esso è ancora in vigore;
  • copia del decreto del Ministero della Sanità di autorizzazione all'immissione in commercio del farmaco;
  • ricevuta del versamento della tassa prescritta. Qualora la prima autorizzazione sia stata rilasciata in un altro Stato dell'Unione Europea, occorre consegnare, oltre alla copia del decreto italiano, la copia della Gazzetta Ufficiale di tale Stato.